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Abisso dei cocci  ramo dei laghi

 




 

L'Abisso dei Cocci è' una cavità naturale con due ingressi a diversa quota, si sviluppa prevalentemente in senso orizzontale e su diversi livelli collegati da interessanti pozzi sino a raggiungere la profondità massima di 305 m circa.
La sua morfologia è omogenea a tratti, ossia presenta, ambienti che lasciano trasparire i processi d'escavazione specialmente nelle gallerie a sezione ovoidale e nelle volte a cupolette d'evorsione, ed ambienti completamente e riccamente concrezionati ove è ancora presente copioso stillicidio soprattutto nei periodi invernali, quando non è difficile trovare altri laghetti stagionali oltre a quello perenne che occupa la fine del ramo dei laghi.
Lungo le gallerie iniziali è un susseguirsi di suggestioni per i caratteristici effetti scenografici che assume man, mano l'ambiente.

Le vaschette colme d'acqua o in decalcificazione e ripiene di particolari pisoliti discoidali, che si susseguono nei piccoli condotti di scorrimento; le continue alternanze di spazi e strettoie che si diramano in tutte le direzioni, ora contornati da cortine stalattitiche, ora intervallati da candelabri stalagmitici alti e sottili, quando addirittura non si è sovrastati dall'effetto scenografico che sembra cristallizzare le fronde di pinete allegoriche.
Altro eccezionale effetto scenografico è dato dalla caratteristica cristallizzazione di un salone in quest'ultimo ramo prossimo al laghetto perenne.
Alla sua base sono perfettamente individuabili i livelli raggiunti dai laghetti stagionali, diversificando la cristallizzazione formata in ambiente aereo ed in ambiente allagato, mentre nelle vicinanze, in altro salone, tutte le superfici sono interessate da una micro cristallizzazione che riflette come una miriade di specchietti, le luci dei caschi e fa brillare tutto l'ambiente.
Sempre in quest'ultimo si possono notare delle particolari vaschette, di cui una che raggiunge la profondità di m 1 circa, formate da un costante innalzamento per deposito cristallino del bordo che conteneva la prima conchetta d'acqua.

Ancora più bello, l'effetto dato dai colori delle concrezioni che vanno dal bianco, al rosa, al giallo ocra, al rosso ruggine sino al terra di siena, affioranti dalle superfici apparentemente cosparse di fanghiglia rossa, residuo di decalcificazione della roccia ferrosa, ma perfettamente cristallizzata anche questa.
Tra le particolarità è da notare un abbondante deposito terroso molto soffice che si trova a fare da pavimento nel grande ambiente di confluenza situato intorno ai m -100 circa, e che appare in certi punti del pavimento di quest' ambiente delle gallerie di collegamento con l'ingresso inferiore, materiale venuto alla luce in occasione di rottura per calpestio della lastra di deposito stalattitico che lo ricopriva.
Non si notano grandi accumuli di guano lungo tutta la cavità, ma sicuramente molte tracce, ad iniziare dal cospicuo deposito che ricopre il pavimento del tratto prossimale all'ingresso superiore; la presenza di pipistrelli anche se sporadica ed in colonie di pochi esemplari, si nota solo in prossimità degli ingressi e nelle gallerie profonde.

In questa cavità, nella zona prossimale all'ingresso superiore e lungo quasi tutto il tratto, sino in fondo al ramo orizzontale si trovano diversi cocci talvolta anche ricoperti di concrezione calcitica.
Nessuno studio sin ad oggi è stato intrapreso dalla Soprintendenza, ma sicuramente sarà interessante una prossima attenzione.

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